GUIDA AMBITO PRODOTTO

Quali prodotti moda necessitano di un passaporto digitale di prodotto UE?

Pubblicato 24.09.2026 · Tempo di lettura ~4 min · di Lior Gabriel Graetz · LG Fashion Labs

Un prodotto tessile necessita di un passaporto digitale di prodotto UE se è un capo finito composto per almeno l'80% in peso da fibre tessili, rientra in una delle dieci categorie di abbigliamento che la stessa ricerca preparatoria della Commissione europea ha delineato, e non compare in un breve elenco di esclusioni esplicite. Questo è l'ambito di lavoro alla base del primo atto delegato per il tessile, tratto direttamente da uno studio del Centro comune di ricerca (JRC) pubblicato il 13 maggio 2026 — non ancora legge, ma il segnale più concreto disponibile oggi.

Questa guida illustra esattamente cosa rientra, cosa è escluso e cosa resta ancora da decidere, con esempi concreti per ciascun caso.

80% fibre

La soglia di fibre tessili in peso che un capo finito deve raggiungere per rientrare nell'ambito.

10 categorie

Le categorie di abbigliamento che la stessa ricerca preparatoria della Commissione ha delineato come incluse nell'ambito.

13 maggio 2026

Data di pubblicazione dello studio JRC da cui deriva questo ambito di lavoro — non ancora legge.

1. Il test di ambito: 80% di fibre tessili, solo prodotti finiti

Due condizioni definiscono l'ambito, entrambe tratte dallo studio preparatorio del JRC, che allinea esplicitamente la propria soglia al Regolamento UE sull'etichettatura dei tessili (UE) n. 1007/2011 già vigente:

Tutto quanto segue presuppone che entrambe le condizioni siano già soddisfatte.

2. Le 10 categorie in ambito

Lo studio del JRC definisce dieci categorie di abbigliamento tessile come rientranti nell'ambito del primo atto delegato:

  1. 01T-shirt — canottiere, magliette intime, polo
  2. 02Camicie e camicette — camicie a maniche lunghe, strati base
  3. 03Maglioni e strati intermedi — pullover, cardigan, felpe con cappuccio
  4. 04Giacche e cappotti — blazer, parka, giacche antipioggia
  5. 05Pantaloni e shorts — jeans, pantaloni sportivi, pantaloni capri
  6. 06Abiti, gonne e tute — abiti a portafoglio, tute intere
  7. 07Leggings, calze, collant e calzini — collant velati, calzini al ginocchio
  8. 08Biancheria intima — boxer, slip, reggiseni, capi modellanti
  9. 09Costumi da bagno — bikini, boardshort
  10. 10Accessori di abbigliamento tessile — cappelli, sciarpe, cinture, guanti

Anche l'abbigliamento tecnico rientra: abbigliamento da lavoro e sportivo sono in ambito, purché siano autenticamente abbigliamento tessile e non compaiano nell'elenco di esclusioni qui sotto.

3. Cosa è escluso — e perché

Cinque categorie sono esplicitamente escluse, perché ciascuna è regolata altrove oppure differisce troppo, per funzione, dall'abbigliamento ordinario:

Una precisazione utile, dichiarata esplicitamente nello studio del JRC: applicare un chip RFID, NFC o UHF per veicolare il DPP stesso non rende un capo un «e-textile». L'esclusione riguarda la funzione propria del capo, non la tecnologia usata per veicolarne il passaporto.

4. Ancora da decidere: la zona grigia

Non ancora definito da questo studio

Calzature, tessili per la casa, abbigliamento su misura e upcycled

Non si tratta però di puro silenzio: un separato e più ampio studio preparatorio del JRC sui prodotti tessili (gruppo di prodotti 467) copre già l'universo tessile più ampio da cui l'abbigliamento è stato ritagliato come sottogruppo prioritario. Quello studio si trova al suo terzo traguardo (dicembre 2025); un quarto traguardo, che copre esplicitamente gli elementi da includere nel passaporto digitale di prodotto, è programmato, anche se non ancora datato.

5. Cosa significa per il vostro marchio

Se la vostra gamma corrisponde alle dieci categorie sopra elencate, pianificate come se gli obblighi DPP si applicassero non appena l'atto delegato per il tessile sarà adottato. Se la vostra gamma è composta principalmente da calzature, tessili per la casa o capi autenticamente intelligenti o tecnici presenti nell'elenco di esclusioni, non date per scontato di essere coperti da questo specifico studio — ma non date nemmeno per scontato di essere esenti nel lungo periodo, poiché il Piano di lavoro è aggiornato periodicamente (articolo 18, paragrafo 3, dell'ESPR) e la Commissione propone di iniziare a svolgere studi su alcuni dei prodotti dell'elenco dell'articolo 18 non inclusi nel primo piano di lavoro e di effettuare poi, dopo tre anni, un riesame intermedio per rivalutare la situazione (Piano di lavoro, punto 2.2.3).

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Domande frequenti

Qual è la soglia esatta per un «prodotto tessile» in questo ambito? +
Almeno l'80% di fibre tessili in peso — una soglia che lo studio del JRC allinea esplicitamente al Regolamento UE sull'etichettatura dei tessili (UE) n. 1007/2011 già vigente.
Il passaporto digitale di prodotto UE si applica alle calzature? +
Non ancora, e non da questo specifico studio. Il Piano di lavoro ESPR della Commissione (COM(2025) 187 final, punto 2.2.3) classifica espressamente le calzature come una categoria di prodotti separata dai prodotti tessili — non nella stessa voce «Tessili/articoli di abbigliamento» (punto 2.2.1) — e non sono nemmeno coperte dallo studio preparatorio del JRC del 13 maggio 2026 sull'abbigliamento tessile; è previsto solo uno studio sulle calzature, da commissionare e da completare entro la fine del 2027.
Un fornitore di tessuti o filati deve creare un passaporto digitale di prodotto? +
No. Lo studio preparatorio del JRC limita esplicitamente l'obbligo DPP proposto ai prodotti di abbigliamento tessile finiti. I prodotti intermedi come tessuti, filati e fibre sono esclusi, anche se i loro dati devono comunque confluire nel DPP del capo finito.
Aggiungere un chip RFID o NFC rende un capo un «e-textile» escluso? +
No. Lo studio del JRC afferma esplicitamente che l'uso di UHF, RFID o NFC come supporto dati del DPP del prodotto non equivale a renderlo un e-textile. L'esclusione riguarda la funzione del capo, non il suo supporto dati.

Fonti

Tutte le fonti sono state consultate e verificate direttamente su EUR-Lex, sul Piano di lavoro ESPR della Commissione europea e sul sito del Product Bureau del JRC il 29.09.2026. Questo test di ambito si basa su uno studio preparatorio del JRC non vincolante, non su un atto delegato — l'ambito giuridico definitivo può differire. Si tratta di informazioni generali, non di una consulenza legale.