GUIDA AMBITO PRODOTTO
Quali prodotti moda necessitano di un passaporto digitale di prodotto UE?
Un prodotto tessile necessita di un passaporto digitale di prodotto UE se è un capo finito composto per almeno l'80% in peso da fibre tessili, rientra in una delle dieci categorie di abbigliamento che la stessa ricerca preparatoria della Commissione europea ha delineato, e non compare in un breve elenco di esclusioni esplicite. Questo è l'ambito di lavoro alla base del primo atto delegato per il tessile, tratto direttamente da uno studio del Centro comune di ricerca (JRC) pubblicato il 13 maggio 2026 — non ancora legge, ma il segnale più concreto disponibile oggi.
Questa guida illustra esattamente cosa rientra, cosa è escluso e cosa resta ancora da decidere, con esempi concreti per ciascun caso.
1. Il test di ambito: 80% di fibre tessili, solo prodotti finiti
Due condizioni definiscono l'ambito, entrambe tratte dallo studio preparatorio del JRC, che allinea esplicitamente la propria soglia al Regolamento UE sull'etichettatura dei tessili (UE) n. 1007/2011 già vigente:
- 80% di fibre tessili in peso. Una giacca in pelle con solo il 30% di contenuto tessile è interamente fuori dall'ambito di questo atto delegato — non rientra invece in qualche altro requisito DPP. Gli articoli in pelle non sono attualmente una categoria nominata da nessuna parte nel Piano di lavoro ESPR dell'UE.
- Solo abbigliamento finito. Rotoli di tessuto, filati e fibre grezze sono esplicitamente esclusi dall'obbligo DPP in sé, anche se i loro dati di provenienza — composizione delle fibre, contenuto riciclato — devono comunque confluire nel DPP del capo finito. Una tessitura di denim che vende tessuto a un marchio di jeans non ha alcun obbligo DPP diretto; il marchio di jeans che immette sul mercato i jeans finiti sì.
Tutto quanto segue presuppone che entrambe le condizioni siano già soddisfatte.
2. Le 10 categorie in ambito
Lo studio del JRC definisce dieci categorie di abbigliamento tessile come rientranti nell'ambito del primo atto delegato:
- 01T-shirt — canottiere, magliette intime, polo
- 02Camicie e camicette — camicie a maniche lunghe, strati base
- 03Maglioni e strati intermedi — pullover, cardigan, felpe con cappuccio
- 04Giacche e cappotti — blazer, parka, giacche antipioggia
- 05Pantaloni e shorts — jeans, pantaloni sportivi, pantaloni capri
- 06Abiti, gonne e tute — abiti a portafoglio, tute intere
- 07Leggings, calze, collant e calzini — collant velati, calzini al ginocchio
- 08Biancheria intima — boxer, slip, reggiseni, capi modellanti
- 09Costumi da bagno — bikini, boardshort
- 10Accessori di abbigliamento tessile — cappelli, sciarpe, cinture, guanti
Anche l'abbigliamento tecnico rientra: abbigliamento da lavoro e sportivo sono in ambito, purché siano autenticamente abbigliamento tessile e non compaiano nell'elenco di esclusioni qui sotto.
3. Cosa è escluso — e perché
Cinque categorie sono esplicitamente escluse, perché ciascuna è regolata altrove oppure differisce troppo, per funzione, dall'abbigliamento ordinario:
- Tessili intelligenti (smart textiles) — capi che rilevano e reagiscono alle condizioni tramite sensori integrati (ad es. una giacca che regola l'isolamento in base alla temperatura)
- E-textile — sistemi a base tessile con una risposta elettronica intenzionale a un segnale (ad es. una maglia con illuminazione LED integrata)
- Dispositivi di protezione individuale (DPI) — regolati invece dal Regolamento (UE) 2016/425 (ad es. un gilet di sicurezza ad alta visibilità)
- Dispositivi medici o accessori — regolati invece dal Regolamento sui dispositivi medici (UE) 2017/745 (ad es. un capo compressivo classificato come dispositivo medico)
- Giocattoli — regolati invece dalla Direttiva sulla sicurezza dei giocattoli 2009/48/CE (ad es. un costume classificato come giocattolo)
Una precisazione utile, dichiarata esplicitamente nello studio del JRC: applicare un chip RFID, NFC o UHF per veicolare il DPP stesso non rende un capo un "e-textile". L'esclusione riguarda la funzione propria del capo, non la tecnologia usata per veicolarne il passaporto.
4. Ancora da decidere: la zona grigia
Non ancora definito da questo studio
Calzature, tessili per la casa, abbigliamento su misura e upcycled
- Calzature: rientrano nella stessa voce "Tessili" del Piano di lavoro ESPR della Commissione, ma non sono coperte da questo studio preparatorio — il loro ambito e la tempistica non sono stati fissati da un atto delegato.
- Tessili per la casa: stessa situazione — raggruppati sotto "Tessili" nel Piano di lavoro, non ancora oggetto di uno studio preparatorio pubblicato.
- Abbigliamento su misura e upcycled: lo studio del JRC rinvia esplicitamente entrambi i casi alla successiva fase di valutazione d'impatto — come verrà trattato un capo su ordinazione o un capo upcycled non è ancora stato deciso.
Non si tratta però di puro silenzio: un separato e più ampio studio preparatorio del JRC sui prodotti tessili (gruppo di prodotti 467) copre già l'universo tessile più ampio da cui l'abbigliamento è stato ritagliato come sottogruppo prioritario. Quello studio si trova al suo terzo traguardo (dicembre 2025); un quarto traguardo, che copre esplicitamente gli "elementi da includere nel passaporto digitale di prodotto", è programmato, anche se non ancora datato.
5. Cosa significa per il vostro marchio
Se la vostra gamma corrisponde alle dieci categorie sopra elencate, pianificate come se gli obblighi DPP si applicassero non appena l'atto delegato per il tessile sarà adottato. Se la vostra gamma è composta principalmente da calzature, tessili per la casa o capi autenticamente intelligenti o tecnici presenti nell'elenco di esclusioni, non date per scontato di essere coperti da questo specifico studio — ma non date nemmeno per scontato di essere esenti nel lungo periodo, poiché l'ambito del Piano di lavoro tende ad ampliarsi negli aggiornamenti successivi, non a restringersi.
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